La ragazza e il tagliacapelli

Oggi sono andata a un centro commerciale della mia zona e ho chiesto un tagliacapelli con più misure possibili. Il commesso dava per scontato che fosse per il mio fidanzato o per mio padre, addirittura per il nonno: ho scostato un po’ i capelli e gli ho fatto notare la mia acconciatura. Ho seguito la moda, l’anno scorso, e ho ceduto alla rasatura dei capelli da un lato soltanto, generalmente porto la divisa da una parte e si vede, ma stavolta, facendo un po’ freddino, ho pensato che fosse più saggio fare la divisa centrale e coprire quel povero orecchio sinistro che subisce sempre il gelo.

Comunque, alla fine costava tutto un sacco. Sono andata a casa e mi sono connessa, internet è il migliore amico di tutti perché ha le risposte per tutti: mi sono messa a cercare tra i forum e ho provato a scrivere un post di richiesta anche io, specificando che sono una ragazza e per cosa mi servirebbe. Mi hanno consigliato un modello abbastanza piccolino, ottimo per ritagliare un lembo soltanto di capelli come mi servirebbe, e il ragazzo che mi ha risposto (un parrucchiere) mi ha anche scritto poi un messaggio privato con un sito. Visita il sito web che ti allego, quel modello lì ha il prezzo migliore su questo sito, non lo trovi a meno da nessun altra parte!

E così l’ho preso. Il motivo? Mi sono stufata di dover andare dalla parrucchiera ogni settimana per ritagliare un quadratino di capelli che mi costa quanto mi costerebbe un tagliacapelli! Ho provato a fare con la lametta ma tralascio i risultati, perché solo a pensare al prurito seguente mi viene da grattarmi incessantemente la testa fino a vedere sgorgare il sangue.

Quando arriverà dovrò fare qualche esperimento, dovrebbe funzionare senza filo quindi come maneggevolezza non dovrebbe essere un problema, sono un’onicotecnica quindi con gli strumenti di precisione mi ci so muovere abbastanza bene.

Shopping, come se non ci fosse un domani

di vista economico, quanto di spazio. Vivo in un appartamento abbastanza piccolo, ho un semplice ripostiglio di pochissimi metri quadri e un armadio a due ante dove ormai non c’entra più niente!

Devo dire, però, che sono le strategie di commercio a tentarmi: quando ci sono i saldi del 70% come si fa a resistere? Stamani sono andata al centro commerciale dove vado di solito, avevo un po’ di spesa da fare e mi sono detta perché non spulciare un po’ i negozi? E ovviamente ho fatto danni!

Ho comprato due paia di jeans e quattro t-shirt per un totale di neppure 30 euro, un affarone! Peccato che, arrivata a casa, mi sono accorta di avere praticamente un paio di jeans uguali e due t-shirt identiche che evidentemente avevo già preso tempo prima e che avevo dimenticato di avere. Capita quando si ha troppa roba da esplodere!

Ho comprato un nuovo profumo al quale facevo il filo da molto tempo – ignorando il fatto che sul mio scaffale in bagno ce ne sono almeno tre, intonsi, da dover ancora provare – e che chissà fra quanto tempo potrò mettere. Odio aprire i profumi e lasciarli lì a non far niente, per questo li tengo chiusi finché non finisco quelli già iniziati.

In profumeria c’era una promozione, comprando quel profumo avevo diritto a un eccezionale paghi uno prendi tre per degli ombretti. Potevo lasciarmeli scappare? No! E quindi ne ho preso uno bordeaux – voglio proprio vedere quando potrò metterlo, cosa l’ho preso a fare?! -, uno acquamarina – stesso discorso per il bordeaux – e uno classico marrone, il colore che utilizzo principalmente.

Poi, girando nel supermercato per fare la spesa, ho visto in offerta il Silk Epil 7: lo potevo lasciare lì? Ovviamente no! Quando ti prende il demone dello shopping è praticamente impossibile controllarlo, quindi è entrato, ovviamente, nel mio carrello assieme a un cofanetto di DVD di una delle mie serie preferite. Qualcuno mi aiuti!

Quando il gioco si fa duro

Ho iniziato a lavorare part time, da casalinga disperata che ero, e mi si è incasinato tutto quanto ancora di più! Ho due figli adolescenti e un marito spesso fuori dall’Italia per questioni di lavoro, tutti e tre concorrono a fornirmi una quantità di roba industriale che, puntualmente, devo stirare con un ferro da stiro misero e imbarazzante. Sembra un ferro per le bambole, da quanto è cheap e bruttarello da vedersi, pesa quanto un macigno e non emette assolutamente vapore.

Mio marito per lavoro indossa solo camicie, quindi stirare con quel coso è veramente uno strazio. La prossima settimana prendo il primo stipendio e me lo spenderò, per prima cosa, per acquistare uno di quei ferri da stiro con caldaia belli e semi professionali che ti fanno stirare in un baleno. Una mia cara amica mi ha sempre consigliato di passare a questa tipologia di elettrodomestico, mi aveva anche passato un link, tempo fa, per comprare il suo stesso modello, dicendomi clicca qui che ti riporta direttamente al form per comprarlo. Chissà se lo ritroverò mai nella cronologia di Facebook.

A essere onesta non sono neanche tanto sicura che me l’abbia mandato su Facebook, e se dovesse avermelo mandato per mail posso anche dimenticarmi di ritrovarlo, con tutto lo spam che ricevo chissà che fine avrà fatto il suo messaggio.

Ora stavo facendo giusto una ricerca tra siti di recensioni e shop online per vedere se trovo qualcos’altro, al massimo sentirò lei se mi rammenta il nome o se mi ripassa il sito. Contando, però, che lo aveva acquistato circa 6 mesi fa, probabilmente potrei trovare qualcosa di meglio.

Perché non inventano i vestiti usa e getta? Basterebbe far sì che costassero pochissimo, nessuno dovrebbe più aver nulla a che fare con il dover stirare e sarebbe sicuramente un mondo migliore!

Il regalo dei nonni

Girl (4-6) sitting on grandfather's shoulders, smiling, portrait

I miei genitori hanno deciso di regalare a me e a mio marito un baby monitor Angelcare. Probabilmente ci tengono ad alimentare ulteriormente le mie ansie, sono una persona, di mio, molto molto ansiosa che al minimo rumorino trasale. Ora con Angelcare la situazione è nettamente peggiorata.

Ho un bambino di 3 mesi che, ovviamente, è tutta la mia vita. Prima avevo un baby monitor normale che però non mi piaceva perché prendeva tante interferenze e soprattutto aveva un po’ di problemi a coprire la distanza tra un piano e l’altro. Quindi ho chiesto ai miei genitori se avessero idea di cosa fosse Angelcare (hanno un negozio dedicato all’infanzia) e me l’hanno consigliato vivamente, dicendomi che tutti i loro clienti sono assolutamente soddisfatti.

Il giorno dopo mia madre è venuta a vedere il bimbo con un pacchetto in mano per me: me lo aveva regalato davvero! Mi ci sono subito messa dietro per capire come funzionasse e un po’ tutto il resto, l’ho impostato e posizionato come da istruzioni e mi sono sentita subito molto più tranquilla. In pratica, non so se lo conoscete, ma ha un allarme interno che suona se il bimbo non respira.

Immaginate il panico di sentirlo suonare dopo due minuti dal posizionamento? Sono corsa subito nella sua cameretta ma respirava benissimo, anzi l’ho anche svegliato e ha iniziato a piangere quindi ho impiegato una mezz’ora buona per farlo riaddormentare. Esco dalla stanza e Angelcare suona di nuovo. Tutto a posto, per fortuna, ma ennesimo infarto per me. Chiamo mia madre e le chiedo di cambiarlo, mi dice visita il sito web, lì c’è scritto cosa devi fare ma le ho ricordato che essendo stato acquistato da meno di una settimana poteva cambiarmelo lei. Insomma, il giorno dopo me ne ha portato un altro nuovo e questo sembra funzionare bene, quello doveva essere difettoso o non so cosa, quel che so è che ho rischiato di morire di crepacuore!

Spendere un buono regalo

Per la prima volta nella mia vita ho ricevuto come regalo di compleanno un buono regalo da spendere online come preferisco. È un bel gruzzoletto, quindi posso finalmente togliermi un po’ di sfizi e ricomprare il ferro da stiro con la caldaia, dato che, essendosi rotto il mio fidato, mi sono dovuta arrangiare con uno classico elettrico e sinceramente mi ci trovo molto male.

In sostanza è andata così: il mio ragazzo per il mio compleanno mi ha regalato una bustina. Non sono una che fa caso ai regali, né che richiede o che si fa portare in giro a spendere col portafoglio di qualcun altro, quindi per me anche se fosse stato solo un biglietto di auguri scritto col cuore sarebbe stato comunque un regalo meraviglioso.

Il biglietto però riportava un codice QR e basta, con scritti i suoi auguri a penna. Ho preso il telefono, ho scandagliato il QR e mi sono ritrovata su una pagina che mi diceva “Tanti auguri di buon compleanno! Clicca qui per il tuo buono regalo!”. Non ne avevo mai ricevuto uno, come ho già detto, quindi mi sono trovata un po’ impacciata. Comunque, il buono regalo mi ha accreditato i soldi che ci erano stati versati e ho iniziato a navigare tra le categorie per cercare qualcosa.

Il ferro da stiro penso di averlo già trovato, ce n’è uno con caldaia che già avevo pensato di prendere quando si ruppe il mio, ma per il periodo di magra che sto attraversando ho preferito accontentarmi di un prodotto più modesto, tanto il risultato, più o meno, sarebbe stato lo stesso. Insomma, c’è anche un’offerta in corso proprio su quel modello, quindi lo prenderò. Ho visto anche un pacchetto con ferro e asse insieme a un prezzo molto buono, ma ho visto anche un paio di scarpe alle quali facevo il filo da tanto tempo.

Non so cosa fare, asse e ferro o ferro e scarpe?!

Adolescenti che pasticcio

Molti, come me, avranno dei figli adolescenti che, come tali, frequentano da poco (o da molto, dipende dalla loro età) le scuole superiori. Le scuole della tentazione e del tormento per ogni genitore, dovrebbero rinominarle! Ogni giorno mia figlia torna a casa con una nuova fissazione, un nuovo oggetto o una nuova necessità che manifesta facendo i capricci come quando aveva 5 anni.

Abbiamo superato l’iPhone 5s, dato che glielo hanno regalato i nonni per la promozione, abbiamo superato le scarpe col tacco da 20 cm, dato che le ho fatto provare le mie per una giornata intera in casa per farle capire quanto siano scomode e quanto facciano male. Ora c’è il nuovo bisogno: quello delle piastre Imetec.

Mia figlia a dei capelli lunghissimi e sanissimi, non ha mai fatto tinte né cose strane, sia perché le piace il suo colore naturale, sia perché ho sempre provato a spiegarle quanto sia dannoso per la salute del capello. È bastato farle toccare i miei capelli bruciati da un milione di tinte per capire. Ha i capelli lisci, oltretutto, quindi una piastra Imetec o di qualsiasi altra marca non so a quanto potrebbe servirle, anzi, non le servirebbe assolutamente a nulla se non a rovinare qualcosa di molto sano.

Ma mamma, mi hanno detto le mie amiche che non li rovinano! Visita il sito web c’è scritto anche lì che sono delicate! Ora, io di lavoro faccio la pubblicitaria, è difficile spiegare a una ragazza di 14 anni che le tattiche di comunicazione è ovvio che sottolineino la delicatezza di un prodotto, omettendo gli eventuali problemi. Fatto sta che, al mio ma a che ti serve la piastra se hai i capelli così lisci?! Se l’è presa e ora mi tiene il muso, proprio come ogni volta che le dico di no.

Quanto è dura fare i genitori?! Quanto è dura superare l’adolescenza?!

No Pubblicità

Io non capisco quelli che attaccano il cartello “No pubblicità” alla cassetta della posta. Ma a che serve, dico io? Lo dico da persona che fino a ieri lo aveva a sua volta, ma che oramai si rende assolutamente conto di quanto sia inutile.

Ma andiamo per gradi. Ho attaccato quel cartello quando sono venuto a vivere qui, qualche anno fa: l’ho fatto solo perché tutti lo avevano messo là e i postini o chi per loro si divertivano a sfogare la loro frustrazione per questo razzismo nei confronti della pubblicità con la mia cassetta della posta. Trovavo le bollette a terra, non so perché cadute o gettate da chi portava la pubblicità, e mi arrabbiavo sempre molto.

Per un primo periodo il No pubblicità funzionò: non trovavo più nulla nella cassetta della posta, al massimo trovavo volantini sul parabrezza dell’auto, ma ci potevo comunque stare. Nell’ultimo anno, però, i signori che fanno volantinaggio porta a porta hanno, evidentemente, smesso di saper leggere: tutti abbiamo iniziato a trovare di nuovo le pubblicità nella cassetta della posta. E riunioni di condominio su riunioni di condominio non abbiamo trovato nessuna soluzione: siamo tutti rimasti attaccati al cartello e alla sua presunta utilità.

Poi la cosa è degenerata, qualche settimana fa ho trovato almeno quattro o cinque volantini di materassi memory prezzi stracciati e mi sono chiesto, ma cosa diavolo ce lo tengo a fare quel cartello? Non è che, magari, queste persone che fanno di lavoro volantinaggio si arrabbiano e si sfogano proprio sulle cassette della posta di chi ha appeso quell’alt, qui la pubblicità non ce la vogliamo?

Per questo l’ho tolto, ora sono nuovamente l’unico che non ha il cartello di tutto il vicinato, ma intanto non ho più trovato migliaia di fogli tutti uguali che pubblicizzavano la stessa cosa. Vediamo come andrà in futuro!

Devo cambiare prodotto

E quando tuo padre ti si palesa davanti a te, con il volto un po’ rattristito e un tagliacapelli in mano, pronunciando le parole devo cambiarlo non funziona più, è il caso di iniziare a preoccuparsi. Ho regalato a mio padre un tagliacapelli per il suo ultimo compleanno, porta un taglio cortissimo quindi gli fa comodo e sicuramente evita di tagliarsi come fa sempre con la lametta.

Insomma, provo ad accenderlo ed effettivamente non funziona, non fa niente. Lo attacco alla corrente e continua a non funzionare in alcun modo, quindi, essendo in garanzia sicuramente, dato che l’ho preso un mese fa, mi collego al sito tramite il quale ho comprato il prodotto e inizio a navigare.

Clicca qui se hai bisogno di assistenza. Io clicco, mi si apre una finestra di chat con un operatore e gli espongo il problema. Mi dice il ragazzo dell’assistenza che non ci sono problemi, può cambiarmelo subito: devo inviare una copia della ricevuta d’acquisto via fax e, quando l’avranno ricevuto mi contatteranno. Mi contattano il giorno successivo spiegandomi cosa devo fare, devo inviare il prodotto con il corriere, che poi mi rimborseranno le spese, solo che, mi comunicano, al momento non hanno disponibile lo stesso colore ma una variante grigia-argentata.

E mio padre che fa? Mi dice no ma io lo rivoglio nero. Provo a insistere con l’assistenza chiedendo se lo hanno nero, dato che è un regalo e che vorrei ridare esattamente la stessa cosa, ma mi spiega che siccome l’argentato va per la maggiore, il nero non lo producono praticamente più. Cosa fa mio padre? Pronuncia quella parole che suonano come una condanna.

Allora digli che non si preoccupino, lo porto a riparare io domani perché lo voglio nero. Gli spiego che probabilmente avranno un centro di raccolta attraverso il quale lo riparerebbero loro, ma ormai ho paura che me lo diano grigio e io non lo voglio!

Problemi linguistici che fanno da barriera

Con un titolo del genere, probabilmente, sembra che mi voglia riferire a persone di due lingue diverse che hanno difficoltà, per questo motivo, a comunicare. E invece no.

La mia lingua madre è l’italiano, studio la grammatica italiana dalla prima elementare, come tutti i bambini del mondo, e ho avuto la fortuna di impararla molto bene. Insomma, non sono una di quelle persone che nella tesi di laurea scrive po’ con l’accento, per intendersi, cosa che invece alcuni miei colleghi hanno fatto, trovandosi abbassato il voto di laurea finale come penalità. E giustamente, oserei dire!

Il problema è che le barriere linguistiche non sono tanto grammaticali, quanto piuttosto lessicali: si sa, in Italia esistono mille dialetti che variano da regione a regione, io per esempio ho grandi problemi con il dialetto pugliese e figuriamoci poi con quello sardo. Però, in entrambi i casi, il dialetto si scinde dall’italiano “puro” quando si tratta di comunicare con persone provenienti da un altro luogo e che di conseguenza non possono capire parole strettamente dialettali.

Non mi sto riferendo a niente di tutto questo, bensì a un problema che mi ha fatto riflettere veramente tanto. Stamani dovevo fare delle commissioni e comprare delle cose al centro commerciale, ho cambiato da poco televisore e, avendone preso uno dai pollici molto generosi, avevo bisogno di un supporto TV adeguato. Mi reco nel reparto apposito e chiedo a un commesso scusi, dove sono le staffe da parete? Mi guarda con gli occhi di chi non ha compreso, mi ripeto più e più volte cercando di spiegare cosa siano le staffe a una persona che, in teoria lavorando in un luogo dove vengono vendute, lo dovrebbe sapere.

Provo a chiamarlo semplicemente supporto e a quel punto mi dice, scocciato quasi, ah ma i mobiletti per la televisione? Noi qui non li vendiamo, scusa. I mobiletti per la televisione, mi ha detto, noi qui non li vendiamo. Per colpa di questa incomprensione ho perso un’ora della mia vita a cercare da solo, ma la soddisfazione di tornare indietro, una volta trovato quello che mi serviva, con la staffa in mano a mò di trofeo e di chiederli questa cosa qui lei come la chiama, scusi? non me l’ha tolta nessuno.