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	<title>Il Blog Ufficiale di Diego Abatantuono</title>
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	<modified>2012-05-19T05:48:16Z</modified>
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		<name>Andrea Acierno</name>
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	<copyright>Copyright 2012, Andrea Acierno</copyright>
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		<title>A Gressoney</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="http://www.diegoabatantuono.it/sblog/images/DSC_0061.JPG" width="500" height="335" border="0" alt="" /><br /><br /><br />Manca l&#039;ultima settimana alla fine delle riprese del nuovo film di Alessandro Genovesi, girato tutto nel castello della regina Margherita a più di 1000 metri, finalmente un posto dove non fa un caldo pazzesco.]]></content>
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		<issued>2012-04-21T00:00:00Z</issued>
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		<title>Il Menu di Benedetta</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="http://www.diegoabatantuono.it/sblog/images/DSC_0074.JPG" width="500" height="479" border="0" alt="" /><br /><br /><br />Domani alle 17,50 sul &quot;La 7&quot; sarò dalla mia amica Benedetta, ho fatto un risottino niente male.]]></content>
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		<title>TI STIMO FRATELLO</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="http://www.diegoabatantuono.it/sblog/images/Scansione_5.jpeg" width="363" height="500" border="0" alt="" /><br /><br /><br />Ti stimo anche Io, ci vediamo al cinema da domani venerdì 8 marzo.]]></content>
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		<issued>2012-03-07T00:00:00Z</issued>
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		<title>Isola del Giglio</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="http://www.diegoabatantuono.it/sblog/images/mnt_aegilium.jpg" width="500" height="336" border="0" alt="" /><br /><br /><br />I miei suoceri, Angela e bruno Begnotti hanno la casa all&#039;Isola del Giglio da quasi 50 anni. Da qualche giorno è andato in pesione il traghetto Aegiglium e ha scritto un pezzo per ricordarlo.<br /><br /><br /><br />	AEGILIUM  RICORDANDO<br /><br />	L’Aegilium va in pensione: 33 anni su e giù tra Porto S.Stefano e Giglio.<br />	Vado indietro con la memoria (un po’ossidata) con inevitabili errori ed <br />	omissioni. Quando è arrivato, il nuovo traghetto Aegilium pareva enorme,<br />	moderno, addirittura eliche in tutte le direzioni, passeggeri e auto a volontà:<br />	girava nel porto senza aiuti, e così mandò a riposo la boa in mezzo al porto,<br />	quel vecchio cassone metallico e rotondo su cui i traghetti facevano perno, <br />	appesi di prua, per girare la poppa verso l’attracco al pontile: all’aggancio<br />	pensava il duo Umbertino-Peppe (Rèfola e Camomilla  Kid) sulla barchetta<br />	a remi che a vederla pareva un davide di fronte a Golia-Toremar.<br />	Una bella nave, insomma, da navigarci tranquilli. <br />	Avevamo comiciato, Angela ed io, anni prima, con un altro Aegilium, basso,<br />	slanciato ed elegante come deve essere una vedetta (della marina olandese),<br />	Partiva da Porto S.Stefano dove c’era l’Ufficio Marittimo e il bar Giulia;<br />	attraccava di poppa al molo rosso, dove molti ragazzini (è vero Franco?)<br />	chiedevano di portare i bagagli (a pagamento): oggi sono distinti signori<br />	pensionati o pensionandi.<br />	Erano i tempi, del Giglio “di allora”.<br />	La zattera di Meino portava un’auto o due, da sbarcare sul pontile (quello<br />	vecchio, sui pali di legno e vuoto sotto, come si conviene) col paranco;<br />	 Emanuele portava la nafta alla centrale del Campese;<br />	 L’acqua potabile (talvolta un po’ salata) veniva con la cisterna che poi andava<br />	al Capelrosso a rifornire il faro di Luigi. Col mare grosso si andava coi secchi<br />	alla cannella;<br />	All’esterno del molo rosso, si buttavano i rifiuti e c’erano pesci a volonta,  <br />	Intanto Enzo Cicchese infilava cernie attirate dal polpo cotto;<br />	Ausonio, lo scalzo, trainava a remi, con la lenza all’orecchio, e la cagnetta<br />	nera sulla prua, a scrutare il mare; <br />	Baglioni curava i motori malati;<br />	C’era la frasca per l’Ansonaco, di Vincenzo e il latte locale a domicilio;<br />	Cecilia si gettava nel mare del Lazzaretto, nel film “La colpa di una madre” <br />	dove recitava anche un mio zio (acquisito) Erno Crisa;<br />	Marcello faceva quadri di velieri e piroscafi: dipinti belli e…..lavabili!<br />	Valgo addomesticava il granito; <br />	Assunto stendeva i filaccioni a dentici, tra la Croce e la Calbugina;<br />	Campodonico dava luce ai fari dal deposito del gazometro.<br />	Nella caletta del Saraceno Rino installava il Farymann 6 cavalli nella<br />	barchetta di legno che avevo comprato (100.000 lire) da Foa ;<br />	Libera ci faceva il bucato, Rio era ancora per mare;<br />	Pipetta raccontava la storia dello squalo steso da un suo cazzotto;<br />	Intanto i traghetti si succedevano l’uno all’altro, piccoli e grandi, lenti<br />	e veloci, di qua i pubblici, di là i privati.	<br />	Ecco allora gli aliscafi Freccia del Giglio che volano sulle onde tra mal <br />	di mare e claustrofobia<br />	Di qua il Rio Marina - venuto dalla Scandinavia - con tanto di portellone a<br />	poppa; fra i marinai, il simpatico Aldo di Lampedusa; forse c’era anche il<br />	Paoletti, dalla cistifellea difettosa;<br /><br /><br /><br /><br />	Di là il Giglio Espresso I° e poi il Città di Meta  (detto dai locali Città di Merda).<br />	che, adatto al placido Tamigi, piatto sotto, sul mare nostro ci stava male: divenne<br />	il Giglio Espresso II°<br />	Sempre di là, il Gabbiano I° e il II°, già navi militari;e poi il Dianium,<br />	sottoposto a ripetuti interventi di taglia e incolla per lungo e per largo, da<br />	Beppe Rum e Argentino: Beppe il tuttofare, da ormeggiatore a ingegnere<br />	navale e Argentino il corsaro di mille regate. Si infilava nel vento teso di <br />	maestrale come un siluro.<br />	Nilo col barcone di ferro tentava di allevare aragoste somale;<br />	Principino di notte, sulla barchetta a luci spente, era un pericolo per i<br />	totani e per le altre barche;<br /> 	Nella calma del porto, ormeggiata al molo verde, la Rosetta (degli Agusta)<br />	ogni sera offriva il cinema ai ragazzi.<br />	Intanto, in terraferma:<br />	La Ditta Pellegrini e Rum mi rifa il controssoffitto di una stanza;<br />	Ecco il Bar Monti: alla sera tutti lì a vedere la TV; c’è anche il  bigliardo<br />	dove facevo lunghe partite a boccette con Lucio e Toni; c’è il telefono<br />	(pubblico) sempre sequestrato da Luciano Ancillotto, per trattare in Borsa;<br />	Da dietro il bar Pierina esce il profumo del pesce cucinato da Emanuele,<br />	con l’amico Ginetto sempre vicino;<br />	Nell’Emporio di Livia le merci sono accatastate in perfetto disordine<br />	Preziosa riempie di sé il balconcino del primo piano;<br />	Lo chansonnier Ruggero alterna spaghetti alla baronessa e mandolino;<br />	Le Tabaccose fanno una macchia nera nella piazzetta degli spaventi;<br />	davanti c’è la casa di Inzara e Francesco;<br />	Titta si divide fra pianola, pennelli, dentiere e sciacquoni:<br />	Giorgio Rum è sindaco;<br />	E ancora, Briscola, Cardellino, Milano, Simone e il pesce fresco, Ottavio<br />	e la corriera, Renato il cavaliere sempre elegante, quanta gente bella nel<br />	Giglio di allora.<br />	E don Andrea morto proprio sul traghetto, e don Albano; e il maresciallone<br />	Fanelli terrore dei birbanti, e il il dottor Castagnaro, partito per un convegno<br />	galante (cravatta e mazzo di fiori) e non più tornato.<br />	Victor dopo i fasti di Londra, alle Cannelle allestisce pranzi da favola;<br />	E infine quelli venuti da fuori, tanti <br />	Lollò Gaetani	Lovatelli d’Aragona,i fratelli Santamaria, Ernesto ed <br />	Enrico, Carlo Saratti, i baffoni bianchi di uno dei Brunori, Antonino e<br />	Novella Zecchi, l’avvocato Lodovici, Marò cioè Rodolfo Betti; e così<br />	via; tutti qualcosa al Giglio hanno dato, e tutti altretanto hanno preso un <br />	elenco che andrebbe fatto, a futura memoria, come si dice.<br />	Arriva infine la grande svolta con l’Isola del Giglio, nave alta lunga larga che <br />	entra nel porto e fa sembrare piccole le case e apre la sua enorme bocca quasi<br />	a voler addentare una fetta di isola e scarica ogni volta, dal ventre scuro, <br />	processioni di auto e intere popolazioni;<br />	Segue la Giuseppe Rum (Beppe, per noi) simile per dimensioni e capienza.<br />	Domani in luogo del neo pensionato, verrà un altro traghetto, forse ancora più<br />	lungo, largo, alto, accessoriato, famelico.<br /><br /><br /><br />	E’ il progresso, la globalizzazione, il trionfo della massa, è giusto così.<br />	Però rimpiango l’l’Aegilium che se ne va, ci ha dato molto, ed era moderno<br />	quanto basta.<br />	Questo è ciò che mi resta nella memoria (ripeto, un po’ ossidata); sta a voi, che ne <br />	sapete di più, continuare nell’omaggio ai 33 anni della nave  che se ne va, come<br />	ha fatto Massimo Bancalà con la lista dei tanti che sull’Aegiluim hanno lavorato.<br />	B.B.<br /><br />	Roma, 21.2.2012<br />]]></content>
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		<title>Che Pace</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="http://www.diegoabatantuono.it/sblog/images/DSC_0115.JPG" width="500" height="335" border="0" alt="" /><br /><br />Finite le brevi vacanze, si torna al lavoro. Che posto fantastico e rilassante.]]></content>
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		<title>2012</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="http://www.diegoabatantuono.it/sblog/images/DSC_0142.JPG" width="500" height="335" border="0" alt="" /><br /><br /><br />Bella serata, Buon Anno a Tutti.]]></content>
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		<title>Boccia Villa Sparina</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="http://www.diegoabatantuono.it/sblog/images/Scansione_10.jpeg" width="317" height="500" border="0" alt="" /><br /><br />Al mio amico Stefano Moccagatta per Natale chiederei una boccia del suo vino ... ma so che è un azienda seria. <br /><a href="http://www.villasparina.it" target="_blank" >www.villasparina.it</a>]]></content>
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		<title>YACHT</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="http://www.diegoabatantuono.it/sblog/images/Luxury-Yacht-3.jpg" width="500" height="247" border="0" alt="" /><br /><br />Che barchetta eh! Era ora , finalmente ci sono arrivati, sono &quot;Anni&quot; che sostengo di fare un giro nei porti turistici dove stazionano yacht pazzeschi. <br />E quanto bisogna guadagnare per riuscire a mantenere barche di lusso come questa ma anche meno appariscenti ... e facciamolo un controllino!]]></content>
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